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Visualizzazione dei post da giugno, 2022

La fama: quel sonetto dimenticato di Giacomo Leopardi

Leopardi, il grande Leopardi dubitava di se stesso. Lo dice a vent'anni in un sonetto,  Letta la vita di Vittorio Alfieri.  E' difficile immaginare che l'autostima di Leopardi fosse così precaria. Oggi facciamo corsi sull'autostima perché riteniamo che la sensazione di non essere all'altezza non sia propriamente una virtù. E se invece, quel sentimento così sgradito a una società efficiente e super informata fosse la salvezza per il futuro di questo pianeta, come lo è stato per la scrittura di Leopardi? Peccato che quel sonetto sia pressoché assente nei manuali di letteratura italiana delle scuole superiori costruiti, a torto o a ragione, su basi statistiche: gli autori più importanti, le opere più famose, le teorie più diffuse. Si tratta di un insieme di informazioni che, nel gettare senz'altro le solide fondamenta della cultura, sorvolano sul ruolo dell' eccezione a vantaggio dell'eccezionale, del pensiero nella sua fase nascente quando, intento a s...

I miei post sul Blog del Fatto Quotidiano

A scuola guardavo il manuale di letteratura e vedevo giganti. Al nozionismo preferivo i sonetti   28 MAGGIO 2022 Armi all’Ucraina, l’Italia non può fare la guerra: punti piuttosto ai negoziati   3 MAGGIO 2022 Ucraina, i ragionamenti dell’Occidente non fanno ben sperare sul futuro della diplomazia 5 MARZO 2022 I no vax hanno poca fiducia nelle istituzioni. Ed ecco che compaiono i salvatori e le star 18 NOVEMBRE 2021 Draghi sembra essere riuscito nel miracolo di accontentare tutti, chi vivrà vedrà 11 FEBBRAIO 2021

La voce della luna nel rumore della guerra

Sono giorni rumorosi i nostri. E' un po' che il cielo sopra casa mia è percorso da pesanti aerei che vanno avanti e indietro. Sono grossi elefanti grigi che nascondono nel loro ventre chissà quali stratagemmi mortali. Il suono, che parte da lontano, sembra risucchiare l'aria per aprirsi un varco. Quindi il rombo si fa costante per poi ammutolire all'orizzonte. Altre volte sfrecciano veloci e snelli, trasportando forse capi di stato o ambasciatori. Sono cieli rumorosi i cieli di questi giorni. Ma, per sentire la voce della luna, imperturbabile e indifferente al traffico aereo, per capire le voci di un altro mondo serve il silenzio. Questo è il suggerimento che conclude La voce della luna di Federico Fellini.  Nel nostro tempo di guerra sembra non esserci spazio per la poesia, per le voci che traboccano dai pozzi per riversarsi nella realtà. Voci che i "lunatici" odono al di là del rumoreggiare del mondo. Quelli che definiamo genericamente "malati", a ...