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Il Giorno della Memoria: una riflessione sul presente

Nel Giorno della Memoria non c'è memoria del passato senza la comprensione del presente Ricordare il passato per comprendere il presente Oggi, per il giorno della memoria , in ricordo degli ebrei perseguitati deportati e uccisi nei campi di sterminio, voglio ricordare anche i numeri di Gaza, perché non c'è memoria quando i fatti del passato non ci aiutano a comprendere il presente .  Affinché simili eventi non possano mai più accadere L'articolo 2 della legge istitutiva del giorno della memoria  ( legge 211 del 20 luglio 2000 ) recita: "In occasione del Giorno della Memoria di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia ne...

Pessoa e Piccolo. Il racconto dell'inquietudine e della felicità

Per raccontare non serve il movimento ma lo sguardo  Pessoa e Piccolo, fotografi della semplicità Cosa hanno in comune Fernando Pessoa e Francesco Piccolo ? Nel Libro dell'inquietudine   del primo e in Momenti di trascurabile felicità del secondo c'è qualcosa che li unisce, sebbene così distanti. Pessoa sosta sulle cose e sui fatti come se volesse disintegrarne la consistenza, raggiungere lo stato rarefatto della materia, la sua vitalità più sottile che rende inquieto l'ordinario. Piccolo racconta la vita nei suoi momenti trascurabili per il resto del mondo, ma significativi per chi narra. Entrambi sono fotografi della semplicità , serioso l'uno e scanzonato l'altro. Mettono in fila le loro istantanee, sequenze di parole che sono scatti, dimostrando che tutto può in fin dei conti essere raccontato.   La quotidianità come soglia del mondo interiore Con Pessoa ero sul punto di interrompere la lettura: il muoversi lento fra le pieghe della quotidianità richiede pre...

L'incontro con i libri e l'incontro con la maternità è irreversibile

Libri che si ascoltano e libri che parlano dagli scaffali di una libreria Il racconto di una maternità da cui non si può fuggire Non voleva essere madre. Avrebbe dato il suo bambino in adozione. Alla nascita glielo avrebbero portato via. Lei non lo avrebbe visto e non avrebbe avuto tempo di costruire quel legame indissolubile in grado di trasformarti poco a poco, nonostante gli sforzi per rimanere individuo separato da un altro individuo. Ma, le circostanze fanno sì che lei terrà quel figlio appena nato tra le braccia e la maternità diventerà una condizione esistenziale , irreversibile . Non è possibile liberarsi della maternità quando se ne viene travolti, nonostante gli sforzi compiuti per rimuoverla. Non riguarda il tempo e lo spazio, perciò è inutile fuggire. Per tutto il giorno, ieri, mentre salivo sulla scala e ne scendevo con quei libri da mettere in ordine, i miei gesti sono stati scanditi dalla voce dell’ audiolibro L’educazione delle farfalle di Donato Carrisi . L’ordine ...

Il taccuino dei libri: resistere al consumismo culturale

Anche la passione per il libri può nascondere la mania all'acquisto compulsivo Sono di più i libri acquistati che quelli letti A volte è irresistibile il desiderio di acquistare un nuovo libro . Ma tanti libri da leggere, pochi libri letti! Si accumulano sulla libreria, disposti in tre file, accatastati uno sopra l'altro, spariscono per mesi. Si coccolano con il piumino per spolverare e allora capita di ricordare che quel libro, sì proprio quello dietro a questo sulla caccia alle streghe, stretto fra la storia di Roma e quella medievale, era il libro che volevo leggere ma che poi... Un taccuino per curare il consumismo culturale Ebbene, come mettere un freno al consumismo del libro come oggetto ? Come curare la malattia tutta moderna del possesso sfrenato (anche se si parla di libri)? Un taccuino su cui appuntare tutti i titoli che capita di incontrare o che di proposito si era andati a scovare nel mondo reale o virtuale; quei titoli che mi incuriosiscono, che evocano in m...

Il 68% dei giovani non si arruolerebbe

Al di là delle reali intenzioni del questionario, i risultati danno precise indicazioni che devono scuotere   I giovani sembrano non credere alla propaganda bellicista Sul sito dell’ Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza è stato anticipato il risultato del questionario ancora in corso rivolto agli under 18 sul tema della guerra . Alla domanda “Tu andresti in guerra?” il 68% degli intervistati non si arruolerebbe. Posto che l'indagine non è ancora conclusa, a oggi sarei curiosa di sapere cosa pensa il 32% pronto a sacrificarsi. Davvero quel 32% si sente ispirato dai deliri bellicisti che imperversano nelle dichiarazioni dei nostri rappresentanti? Ma, per non deprimermi oltre misura, voglio tenermi stretta quel 68% non ancora anestetizzato dalla propaganda, che dovrebbe guidare le nostre gambe fino ai seggi quando sarà il momento di andare a votare.  Votare per difendere il diritto al futuro dei giovani Questo risultato suggerisce che tra molti giovani esiste anc...

Jung lo sciamano per le strade di Roma

Qualche domenica fa ero a Roma, con la mia Brompton, in direzione Campo de' Fiori. Invece di seguire via Arenula che da Largo Argentina arriva all'altezza di via dei Giubbonari, ho deviato per una piccola e solitaria strada: via dei Barbieri. Sulla destra mi sono attardata di fronte a un deposito bagagli, domandandomi se la mia bici potesse entrare negli armadi a pagamento. Una di quelle idee tanto inutili nell'intenzione quanto strumentali al destino che si compie. Proseguo. Subito dopo il  luggage storage , mi volto a sinistra e una porta a vetri incastonata nel muro pesante di uno storico edificio lascia intravedere una scala e libri ovunque. "Ora entro!" mi sono detta. Ma ho proseguito perché non era il momento. Buio. La memoria di quel luogo delizioso è stata inghiottita dalle solite frasi che si dicono in queste circostanze, "Ci tornerò", e dalle incombenze della vita quotidiana. Fino a quando martedì scorso non mi è arrivata una newsletter dell...

Lazio, davanti alla decisione di evitare dibattiti su Gaza mi chiedo: a cosa serve la scuola?

Se anche nella scuola non ci rendiamo conto che quello che sta accadendo ai palestinesi riguarda l’intera umanità abbiamo un grosso problema vai al post del 10 settembre 2025