L'incontro con i libri e l'incontro con la maternità è irreversibile

Libri che si ascoltano e libri che parlano dagli scaffali di una libreria

Il racconto di una maternità da cui non si può fuggire

Non voleva essere madre. Avrebbe dato il suo bambino in adozione. Alla nascita glielo avrebbero portato via. Lei non lo avrebbe visto e non avrebbe avuto tempo di costruire quel legame indissolubile in grado di trasformarti poco a poco, nonostante gli sforzi per rimanere individuo separato da un altro individuo. Ma, le circostanze fanno sì che lei terrà quel figlio appena nato tra le braccia e la maternità diventerà una condizione esistenziale, irreversibile. Non è possibile liberarsi della maternità quando se ne viene travolti, nonostante gli sforzi compiuti per rimuoverla. Non riguarda il tempo e lo spazio, perciò è inutile fuggire. Per tutto il giorno, ieri, mentre salivo sulla scala e ne scendevo con quei libri da mettere in ordine, i miei gesti sono stati scanditi dalla voce dell’audiolibro L’educazione delle farfalle di Donato Carrisi.

L’ordine dei libri come specchio di chi siamo

Mettere a posto i libri. Spostarli da uno scaffale all’altro, da una libreria all’altra, da una stanza all’altra, mi fa entrare in una strana dimensione progettuale e di autoconsapevolezza. La disposizione dei libri sulla libreria dice molto di noi e dei percorsi che la nostra vita interiore ha preso e della direzione verso cui tendiamo. Possono capitare anche strane coincidenze, come quella di pensare una frase e poi, mentre si sposta un volume, si è spinti ad aprirlo e quello che ci ronzava in testa si materializza davanti ai nostri occhi, lettera per lettera, parola per parola.

Un dialogo interiore

“Questi li ho comprati - anzi li ho adottati - quando andavo all’università. Questi altri sono capitati qui per caso. Questo l’ho scovato su una bancarella. Questi me li hanno regalati pensando ai miei gusti, ma in realtà raccontano di chi li ha acquistati. Ecco, li metto tutti vicini. Qui, invece, farò spazio alla Bibbia cristiana, a quella ebraica e al Corano. Hai visto mai che le parole dei testi in una dimensione quantistica la smettano di farsi la guerra? Un dialogo tra preghiere, tra visioni del mondo e del divino la cui diversità è solo nell’abito della religione. Infatti, l’origine è comune: la percezione che c’è un’immensità che ci attraversa, di cui noi siamo solo una porzione”.

Fare ordine alla ricerca di un senso

Mentre ascolto il racconto di questo thriller psicologico e la mia mente ricostruisce scene e personaggi, le mie mani si occupano di fare ordine alla ricerca di un senso da dare a quei libri di cui non riesco a fare a meno e che non voglio dimenticare, proprio come accade alla maternità.

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