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Visualizzazione dei post da 2022

Specchi nel labirinto - IV

Mentre vedo la mia immagine assottigliarsi negli specchi, sento che questo luogo si fa sempre più angusto. Sono stretto in una morsa, come crocifisso. Il mio corpo è una voragine che mi risucchia le viscere. La forza dei miei muscoli non può nulla di fronte alle catene invisibili che mi costringono a terra. L’istinto, che mi suggeriva la chiarezza del gesto più spietato, balbetta ora i suoi ma, ritraendosi alle parole folli di Teseo. Così, muoio a causa di suoni invisibili - che siano maledetti - pronunciati dalla sua bocca. Ah, morirei in pace se solo lui sferrasse un colpo con la lancia che ha portato con sé, ma che ha gettato senza cura in un angolo, senza temere che io possa ucciderlo. Potrei, ma una oscura volontà mi impedisce il gesto più semplice. Anche l’odio e il desiderio di vendetta per Teseo non sono bastati a conservare l’immagine di me nello specchio, perché la mia non è l’immagine di un animale. Io sono solo un mezzo animale, escluso dal regno delle bestie, nelle quali l...

Specchi nel labirinto - III

Devo ammettere che questo Teseo mi induce a pensieri inaspettati. Cosa accadrebbe al mio essere come sono se mi aggirassi per il mondo. Questo dedalo che mi tiene prigioniero, da un lato - è vero - mi priva di ogni libertà; ma allo stesso tempo mi protegge dagli sguardi altrui e dal giudizio che potrei formulare su me stesso. Mentre ora gli specchi mi restituiscono un’unica immagine, se uscissi da questo luogo, cosa accadrebbe a quella unicità? Si frantumerebbe in mille sfumature. Eppure, ero felice finché quest’uomo baldanzoso non ha fatto irruzione nella mia vita tutta immersa nel presente: nessun progetto, nessuna illusione. Solo la pura percezione della fame e del suo soddisfacimento. Sarebbe possibile per me una vita diversa da questa, che conosco sin dalla nascita? E alle possibilità che rendono inquieti si accompagna, ora, l’inquietudine della ricerca di un senso. Esisto per fare di Teseo un eroe? Quale sciagura mi sta cogliendo? l’immagine mia riflessa nello specchio si è fatta...

La rabbia dei ricchi e la sopportazione dei poveri

I poveri sopportano ma i veri arrabbiati ora sembrano i ricchi: e il capro espiatorio è il M5s 18 luglio 2022

Specchi nel labirinto - II

Eccolo, è arrivato. “Teseo! Ti aspettavo. Rilassati, non ho intenzione di divorarti. Voglio solo parlare con te, per il momento” “Essere abietto, dove sei? Non ti vedo!” “I tuoi occhi non possono vedere attraverso l’oscurità. Quindi dovrai accontentarti di sapere che sono a pochi metri da te solo attraverso la mia voce. Fino a quando mi sentirai parlare, saprai dove mi trovo. Al contrario, dovrai temere per la tua vita quando non udrai che silenzio, perché allora potrei essere ovunque: accanto a te, alle tue spalle, di fronte al tuo volto. A quel punto la lancia con cui pensi di uccidermi la brandiresti nel vuoto. Voglio però essere generoso con te” “Non credo alla tua generosità. Un essere spregevole come te non sa cosa sia la generosità” “Noto con disappunto che sei offensivo e sono stupito dei tuoi pregiudizi. Ci conosciamo appena e già mi assegni appellativi come abietto , spregevole . Vacci piano con le parole. Potrei perdere la pazienza. Non so se provo per te allegria o pietà” “...

Specchi nel labirinto - I

Io sono il caos. Essere multiforme o senza forma, fate voi. Il mio tempo è quello del deserto, delle tenebre, dell’abisso. Non possiedo un tempo. Vivo l’eterno ritorno della fame e della sazietà. Sono il sovrano di un regno da cui mi è impossibile uscire. Gli intricati corridoi che si innervano gli uni con gli altri oltre le pareti di questa mia stanza desolata, sono come le radici di un grande albero che serrano la terra e la nutrono. Ma è il mio corpo di mostro, mezzo umano e mezzo animale la mia vera prigione. Chi mi trascinò qui, stese sulle pareti ampi specchi così che guardandomi, non dimenticassi mai chi sono.  Ma, nonostante lo sguardo smarrito delle mie vittime e il loro ribrezzo di fronte alla mia immagine riflessa mi abbia insegnato cosa gli uomini intendano per male , non provo nessuna pietà. Né per me, né per loro. Lo specchio mi regala anzi una folla di amici che danzando fanno tutti insieme baldoria. Guarda come muovono i piedi agili, e che splendido attrezzo si erge...

Beppe Grillo: “Io e il premier ci capiamo, siamo tutti e due dei nonni”

 Tra nonni si capiscono... De Masi mette in luce una situazione surreale: Grillo e Draghi dovrebbero suggerire, non dirigere 29 giugno 2022

La fama: quel sonetto dimenticato di Giacomo Leopardi

Leopardi, il grande Leopardi dubitava di se stesso. Lo dice a vent'anni in un sonetto,  Letta la vita di Vittorio Alfieri.  E' difficile immaginare che l'autostima di Leopardi fosse così precaria. Oggi facciamo corsi sull'autostima perché riteniamo che la sensazione di non essere all'altezza non sia propriamente una virtù. E se invece, quel sentimento così sgradito a una società efficiente e super informata fosse la salvezza per il futuro di questo pianeta, come lo è stato per la scrittura di Leopardi? Peccato che quel sonetto sia pressoché assente nei manuali di letteratura italiana delle scuole superiori costruiti, a torto o a ragione, su basi statistiche: gli autori più importanti, le opere più famose, le teorie più diffuse. Si tratta di un insieme di informazioni che, nel gettare senz'altro le solide fondamenta della cultura, sorvolano sul ruolo dell' eccezione a vantaggio dell'eccezionale, del pensiero nella sua fase nascente quando, intento a s...

I miei post sul Blog del Fatto Quotidiano

A scuola guardavo il manuale di letteratura e vedevo giganti. Al nozionismo preferivo i sonetti   28 MAGGIO 2022 Armi all’Ucraina, l’Italia non può fare la guerra: punti piuttosto ai negoziati   3 MAGGIO 2022 Ucraina, i ragionamenti dell’Occidente non fanno ben sperare sul futuro della diplomazia 5 MARZO 2022 I no vax hanno poca fiducia nelle istituzioni. Ed ecco che compaiono i salvatori e le star 18 NOVEMBRE 2021 Draghi sembra essere riuscito nel miracolo di accontentare tutti, chi vivrà vedrà 11 FEBBRAIO 2021

La voce della luna nel rumore della guerra

Sono giorni rumorosi i nostri. E' un po' che il cielo sopra casa mia è percorso da pesanti aerei che vanno avanti e indietro. Sono grossi elefanti grigi che nascondono nel loro ventre chissà quali stratagemmi mortali. Il suono, che parte da lontano, sembra risucchiare l'aria per aprirsi un varco. Quindi il rombo si fa costante per poi ammutolire all'orizzonte. Altre volte sfrecciano veloci e snelli, trasportando forse capi di stato o ambasciatori. Sono cieli rumorosi i cieli di questi giorni. Ma, per sentire la voce della luna, imperturbabile e indifferente al traffico aereo, per capire le voci di un altro mondo serve il silenzio. Questo è il suggerimento che conclude La voce della luna di Federico Fellini.  Nel nostro tempo di guerra sembra non esserci spazio per la poesia, per le voci che traboccano dai pozzi per riversarsi nella realtà. Voci che i "lunatici" odono al di là del rumoreggiare del mondo. Quelli che definiamo genericamente "malati", a ...