Ventiduesimo giorno
Kublai Kan attraverso il viaggio-racconto di Marco Polo vuole toccare non solo la vastità, ma soprattutto la varietà del suo impero. Nello svolgersi però della narrazione, il sovrano si accorge che tutte le città prendono forma attraverso gli stessi elementi, organizzati in modi diversi, fino a ipotizzare che per scoprire l'aspetto di quelle terre sia sufficiente in fondo giocare una partita a scacchi: "[...] bastava giocare una partita secondo le regole, e contemplare ogni successivo stato della scacchiera come una delle innumerevoli forme che il sistema delle forme mette insieme e distrugge. [...] La conoscenza dell'impero era tracciato [...] dalle alternative inesorabili di ogni partita" (I. Calvino, Le città invisibili , Einaudi, 1972, pp. 128). Kublai Kan vuole afferrare la conoscenza, la vuole possedere come il regno e le ricchezze di cui dispone, vuole comprenderne i meccanismi più segreti e assoluti. Ma nella rarefazione dei particolari, per giungere all...