Post

Visualizzazione dei post da 2020

Il Web e il labirinto

Forse quest'anno in modo particolare per la condizione di isolamento in cui ci troviamo, vale ricordare che il 30 aprile del 1986 Internet fece il suo ingresso in Italia. Qualche anno dopo, il World Wide Web entrò nelle nostre case e da quel momento la parola connessione  divenne più che mai familiare e dominante nella vita di ognuno. In un battito d'ali posso trovarmi virtualmente nell'altro capo del mondo, con l'opportunità inestimabile di stabilire un contatto con chi altrimenti non avrei mai conosciuto. Nel silenzio di un'abitazione posso aprire molteplici porte e lasciare che suoni diversi inondino lo spazio. Posso intraprendere qualsiasi direzione, avanzando attraverso i link  con svolte o rotatorie. Sono le quasi infinite possibilità di movimento che mi incuriosirono e mi affascinarono la prima volta che sentii parlare di questa straordinaria ragnatela globale su cui saltare da un filo all'altro senza paura di cadere. Tuttavia, non posso ignorare la co...

Il deserto e il labirinto

Qualche giorno fa ascoltavo un noto giornalista che si scagliava contro un noto politico e ironizzava sul ricorso frequente di quest'ultimo a quello che ha definito "elenco della spesa". Pare non gradisse lo stile elencazione . Non so perché di tutto il suo ragionamento - che per altro condividevo - questa parentesi beffarda si sia depositata nella mia testa per diversi giorni, fino a sentire il bisogno di richiamarla in un post. Lo stile elencazione  ha una sua precisa funzione: quella di fare breccia in un muro con un susseguirsi costante e ritmico di colpi, fin quando non si riesca a guardarvi attraverso. Non è da bistrattare - rispondo al mio giornalista scanzonato - se oltre il muro esiste un'idea. Vengo così all'argomento di questo post, ricorrendo all'uso sfacciato del Dizionario dei sinonimi e dei contrari  che, insieme a quello Etimologico , sono i libri che forse più mi affascinano e che ricorrono allo stile elencazione . Le parole somigliano ai ...

Il cercatore di idee

Mi capita spesso di pensare a cosa rimarrà fra qualche secolo di questo nostro mondo virtuale, dei nostri post, dei nostri video, dell'intera rete di condivisione. Allora gli uomini del futuro guarderanno al periodo storico che stiamo vivendo in un punto nel tempo abbastanza distante da osservare le cose con il giusto distacco. Oppure, immagino che civiltà aliene, intercettando i flussi di dati che viaggiano sul web, si sforzino di ricostruire la nostra civiltà e di elaborare un'ipotesi su chi siamo. Quando scrivo questo blog, penso sempre naturalmente ai possibili lettori. Il lettore potenziale è il destinatario dei pensieri costellati nei post. Ma egli veste anche gli abiti del giudice, che severamente clicca, severamente scorre le parole, severamente emette il suo verdetto. Se scrivo su un blog pubblico, è evidente che sono interessata al numero di utenti connessi, alle pagine visitate, al tempo di permanenza sui singoli contenuti. Pian piano, però, dal progetto di un book...

Quarantesimo giorno

Immagine
QUARANTA "Questa lettera [la lettera ebraica  Mem  n.d.r.] evoca l'idea di una matrice  e rappresenta il grembo della donna che possiede la capacità naturale di dare la vita. Mem  rappresenta anche il ripiegamento verso l'interno per trasformarsi, la forza centripeta [...]. E' il principio riformatore della vita attraverso trasformazioni successive che genera un movimento vitale perpetuo" "[...] Il suo  valore numerico 40 compare sistematicamente nella Bibbia per specificare un isolamento e una trasformazione (la traversata del deserto). Questo valore indica il tempo necessario per compiere un processo di maturazione che porta a fruttificare tramite la purificazione. [...] Una durata temporale espressa dal numero 40 corrisponde a un periodo di mutazione e di trasformazione per accedere a un cambiamento radicale" (G. Lahy, L'alfabeto ebraico , Venexia, 2008) "E' il numero dell'attesa, della preparazione, della prova o del casti...

Trentanovesimo giorno

Immagine
Salvador Dalì, Il labirinto , 1941

Trentottesimo giorno

La  generazione del deserto  abbandonò l'Egitto e si liberò dalla schiavitù per raggiungere la terra promessa... La chiamata. Per gli ebrei arrivò il momento di andare via dal paese che inizialmente li aveva accolti e protetti, ma che poi li aveva resi schiavi. Gli ebrei erano chiamati a nascere di nuovo  e Mosè, chiamato anche lui, sarebbe stato il loro condottiero. La fuga è il parto, e il travaglio sono le piaghe inflitte agli egiziani, è il dolore che prepara la gioia. Ma gli ebrei non sono i buoni e gli egiziani i cattivi, anche se tutto lascia intendere questo. Il mito perde valore e vitalità se nel leggerlo ci si aggrappa alle consuete categorie morali. Il mito, come i grandi sogni, esprime simbolicamente un'unità verso cui tendere attraverso un'iniziale frammentarietà. Egiziani ed ebrei, Mosè e il Faraone, sono aspetti, funzioni, tendenze di uno stesso soggetto: l'Eroe, o chi diventerà tale strada facendo. Il futuro Eroe, è chiamato a liberarsi dell'ego, ...

Trentasettesimo giorno

Scrive Joseph Campbell nel suo libro L'eroe dai mille volti : "Né sarebbe esagerato affermare che le inesauribili energie del cosmo si manifestano nella cultura umana proprio attraverso il mito. Le religioni, le filosofie, le arti, le forme sociali dell'uomo primitivo e storico, le scoperte scientifiche e tecniche, gli stessi sogni che popolano il sonno, scaturiscono indistintamente dalla fonte magica del mito . [...] i simboli della mitologia non si fabbricano, non si possono inventare, controllare, o abolire per sempre: sono produzioni spontanee della psiche e ciascuno ne conserva intatto il potere germinativo . Qual è il segreto di queste immagini eterne? Da quali abissi della mente umana scaturiscono? Perché le mitologie sono ovunque le stesse, anche se rivestite di forme diverse? E che cosa ci insegnano? [...] La mitologia e il rito hanno sempre avuto la fondamentale funzione di fornire i simboli che aiutano il progresso dello spirito umano , da contrapporre a que...

Trentaseiesimo giorno

La generazione del deserto  abbandonò l'Egitto e si liberò dalla schiavitù per raggiungere la terra promessa... E' interessante il fenomeno secondo cui il testo biblico, a differenza di altri libri dell'antichità, conserva per molti un valore letterale che, se da un lato potrebbe indicare una fede incrollabile, dall'altro ne limita fortemente l'effetto, in particolare in contesti laici. Le vicende bibliche rimanendo vincolate alla storia, garante della verità, difficilmente sono accettabili da chi non è direttamente coinvolto. Gli ebrei, o i cristiani che generalmente considerano quei fatti come realmente accaduti in quanto prodromici dell'era inaugurata da Gesù, sono portavoce di un passato in grado di configurare una loro precisa identità. In questo modo, il resto dell'umanità ne risulta esclusa, a meno di una conversione. Tuttavia, quelle stesse narrazioni se caricate, non di realismo, ma della forza che scaturisce dal mito, possono davvero parlare un l...

Trentacinquesimo giorno

Immagine

Trentaquattresimo giorno

Questa non è stata per me una Pasqua come le altre, passate tutto sommato inosservate dal momento che non sono religiosa nel senso comune che si dà a questa parola. Più volte nel corso della giornata ho pensato alla "generazione del deserto"; quella generazione di ebrei che riuscirono a fuggire dall'Egitto, dopo aver atteso di notte il "passaggio dell'angelo", per il quale gli egiziani persero i loro figli. Il "passaggio dell'angelo" divenne così la Pasqua ebraica, il tempo della liberazione dalla schiavitù. Se si sottrae all'evento la peculiare connotazione storica, rimane un simbolo, e come tale valido per l'intera umanità. Gli ebrei diventano una collettività alla ricerca dell'identità più profonda. Il primo passo è liberarsi dalla hybris , e poi prendere coscienza di portare in sé l'umano e il divino insieme.

Trentatreesimo giorno

La porta si apre in una biblioteca. Due poltrone al centro, una di fronte all'altra. Lungo le pareti svettano scaffali colmi di libri: in piedi, sdraiati, liberamente disposti; qualcuno ha imposto loro un ordine casuale. Oltre le poltrone c'è il lago. L'ampia finestra lascia penetrare luce e colori rassicuranti. Zurigo è immersa nell'ameno procedere di barchette che scivolano sull'acqua, inconsapevoli del dramma dell'uomo quando si confronta con Dio. Seduti sulle poltrone sono il dottor Jung e Giobbe. Giobbe è spaventato: ha scorto la doppia natura di Dio. Ha sentito le sue ossa frantumarsi sotto i colpi spietati di quella natura, e ha gridato al cielo in attesa dell'aiuto di Dio contro Dio . Ma ora vuole capire. Il male non è assenza di bene - suggerisce Jung, che si è inoltrato negli abissi della psiche facendosi largo tra le ombre - ma entrambi abitano la stessa casa. Il dottore osserva Giobbe, mentre il fumo della sua pipa si mescola allo spirito dei tem...

Trentaduesimo giorno

Immagine
Photo by Dazzle Jam from Pexels Perché mai Dio  dovrebbe preferire ai loro sogni le nostre preghiere?

Trentunesimo giorno

Immagine
Oggi mi sono imbattuta in un "paesaggio molecolare"... I concetti di macrocosmo e microcosmo risalgono all'antichità: il tutto contiene ogni parte e ogni parte contiene il tutto. Le indagini esoteriche nella storia si sono spinte in territori nascosti a una visione grossolana della realtà. Così gli alchimisti studiarono la trasformazione della materia, come volendo cogliere in essa le tracce dell'anima. Questa ricerca filosofica si è trasformata in ricerca scientifica, la quale ha condotto l'umanità fino alla soglia da cui poter sbirciare e catturare le immagini del nanocosmo , l'infinitesimamente piccolo. Questo territorio oggi è battuto in lungo e in largo, alla ricerca della migliore soluzione al Virus del momento. Ma, insieme alla conoscenza cartesiana si allena una visione sempre più sottile della materia. L'arte - che come ogni simbolo non conosce il pensiero univoco - è la traghettatrice di tali esplorazioni, verso lo sguardo umanamente possibile....

Trentesimo giorno

Immagine

Ventinovesimo giorno

Per caso oggi mi sono imbattuta in un articolo della prestigiosa rivista Science . Ho pensato: ecco un caso interessante di introvisione ! L' introvisionario  usa l'intuito e non teme gli sconfinamenti tra territori diversi. Sebbene possa ricorrere a un approccio scientifico tuttavia il suo sguardo, poiché è rivolto al "dentro" e il "dentro" non è rigidamente suddiviso in categorie come la realtà, è in grado di cogliere nuove possibilità. Così, in quanto sperimentatore, l' introvisionario  sperimentando, osa. Ebbene, mentre sono al computer sto ascoltando l'audio di una musica, in cui intervengono diversi strumenti: campane che suonano, corde che vibrano, flauti. Somiglia a una musica per rilassarsi, ma proseguendo il ritmo si fa discontinuo. Questi suoni sono i componenti tradotti in musica della proteina spike del coronavirus, la corona appunto con cui l'ospite si aggancia alla cellula. E' il risultato di un esperimento di alcuni ricercat...

Ventottesimo giorno

Immagine
Sono il vaso o il vasaio?

Ventisettesimo giorno

"Credo di essere naturalmente religioso," dice Fellini "perché il mondo, la vita, mi sembrano avvolti di mistero. E anche se fin da bambino non fossi stato affascinato da questo sentimento mistico che si proietta sull'esistenza e rende tutto inconoscibile, credo che il mestiere che faccio mi avrebbe naturalmente condotto verso un sentimento religioso. Faccio un sogno, oppure a occhi aperti mi abbandono a immaginare qualcosa, e poi firmando un contratto, con un po' di legname, due belle ragazze e un paio di riflettori, riesco a materializzare quel fantasma, e tutti possono vederlo come l'ho visto io mentre dormicchiavo o non pensavo a niente. Chi ci guida nell'avventura creativa? Soltanto la fiducia in qualcosa o in qualcuno nascosto dentro di te, qualcuno che conosci poco, che si fa vivo ogni tanto, una tua parte sorniona e sapiente che si è messa a lavorare al posto tuo può aver favorito la misteriosa operazione. Tu l'hai aiutata questa tua parte in...

Ventiseiesimo giorno

C’è chi insegue la realtà, volendo stare al passo. Voglio aderire alle cose, percepirle nella loro concretezza. Voglio sapere quello che accade fuori, ma soprattutto dentro la rete. Inseguo allora le notizie, che esplodono in pop up e banner come a carnevale quando si lanciano i coriandoli. Inseguo i commenti e le opinioni. Confronto i numeri fotografati del passato con quelli fluttuanti del presente. Le informazioni lievitano inarrestabili facendo a gara, quanto a velocità, con la diffusione del virus. In tutto questo e molto di più consiste la sensazione che i nostri occhi non debbano far altro che condurre la mente nelle strade affollate di altri occhi e di altre menti, per rimanere ancorati al mondo. E dal mondo attirati. Come se, solo in quella piazza gremita di occhi e menti consista la realtà di cui occuparsi. Ci sono poi gli introvisionari . Sono coloro che seguono altri echi e che si attardano con questioni che ai più potrebbero sembrare banalità. Sono i poeti, gli scritt...

Venticinquesimo giorno

Di ritorno da una passeggiata ideale in una campagna immaginaria, passando per un campo fitto di margherite bianche e gialle, assaporando l'aria profumata e accarezzando con lo sguardo il cielo di un azzurro infinito, circondata da tutte quelle condizioni atmosferiche raccolte nei disegni dei bambini quando sono felici, arrivo davanti alla porta di casa. La apro, attendo qualche minuto prima di entrare, per sfilarmi le scarpe ricoperte di uno strato sottile di terriccio. Quindi varco la soglia e lascio che la porta si chiuda alle mie spalle. Il silenzio riempie la stanza. Eppure di tanto in tanto sembra che qualcosa gli sbatta contro. Insiste per un po', si interrompe, per poi ricominciare. Cerco intorno a me. Tutto, compreso il silenzio, è al suo posto. Nulla è mutato e ormai la passeggiata potrei dirla simile a un sogno. Ma all'improvviso il mio occhio mi strattona di qua e di là, all'inseguimento di una piccola ape ronzante che è cascata, spinta chissà da quale istin...

Ventiquattresimo giorno

Immagine
Oggi, una passeggiata...

Ventitreesimo giorno

Scacco matto . Il re è atterrato lasciando il tassello della scacchiera vuoto. Nonostante tutte le nostre previsioni e prevenzioni, nonostante la nostra ricchezza e le nostre certezze, questo virus ha fatto scacco matto alla nostra civiltà. Tuttavia, come fa notare Marco Polo a Kublai Kan, sovrano di un grande impero, che assiste sgomento al fine ultimo della partita, il nulla, in quel tassello di ebano o acero c'è ancora una storia da mandare avanti, nel perenne andirivieni di passato e futuro, di ciò che stato e di ciò che sarà. E proprio la storia in questi giorni è stata evocata. Oggi si sta svolgendo una pagina da affiancare ai grandiosi drammi dell'umanità:"Cari amici tedeschi con il coronavirus la storia è tornata in Occidente. Dopo trent’anni in cui l’unica cosa rilevante è stata l’economia, oggi la sfida torna ad essere, come in passato, politica, culturale e umana." scrivono in una lettera i sindaci e i governatori italiani alla stampa tedesca. In realtà l...

Ventiduesimo giorno

Kublai Kan  attraverso il viaggio-racconto di Marco Polo vuole toccare non solo la vastità, ma soprattutto la varietà del suo impero. Nello svolgersi però della narrazione, il sovrano si accorge che tutte le città prendono forma attraverso gli stessi elementi, organizzati in modi diversi, fino a ipotizzare che per scoprire l'aspetto di quelle terre sia sufficiente in fondo giocare una partita a scacchi: "[...] bastava giocare una partita secondo le regole, e contemplare ogni successivo stato della scacchiera come una delle innumerevoli forme che il sistema delle forme mette insieme e distrugge. [...] La conoscenza dell'impero era tracciato [...] dalle alternative inesorabili di ogni partita" (I. Calvino,  Le città invisibili , Einaudi, 1972, pp. 128). Kublai Kan vuole afferrare la conoscenza, la vuole possedere come il regno e le ricchezze di cui dispone, vuole comprenderne i meccanismi più segreti e assoluti. Ma nella rarefazione dei particolari, per giungere all...

Ventunesimo giorno

Immagine
"Allora Marco Polo parlò: - La tua scacchiera, sire, è un intarsio di due legni: ebano e acero. Il tassello sul quale si fissa il tuo sguardo illuminato fu tagliato in uno strato del tronco che crebbe in un anno di siccità [...]. La quantità di cose che si potevano leggere in un pezzetto di legno liscio e vuoto sommergeva Kublai; già Polo era venuto a parlare dei boschi d'ebano, delle zattere di tronchi che discendono i fiumi, degli approdi, delle donne alle finestre..." (I. Calvino, Le città invisibili , Einaudi, 1972, pp. 139-140).

Ventesimo giorno

Non so ben dire di cosa stia veramente parlando, come non ho idee su questo virus che indossa una corona e che toglie il respiro. In questo mio pellegrinaggio giornaliero senza meta, in cui lascio orme della consistenza di pixel, su un foglio virtuale che forse neppure esiste, semplicemente mi imbatto in immagini e idee che tracciano percorsi inaspettati. La "memoria nascosta" di cui scrivevo ieri mi ha condotta alle Città invisibili  di Calvino. Le sottolineature si interrompono a pagina 54. E' lì che ho smesso di leggere. Mi capita quando un libro non mi piace o quando non lo capisco proprio. Forse per il tipo "lettore modello" questo modo di procedere è biasimevole. Ma io non sono una lettrice modello e neppure voglio esserlo. I libri sono come persone e, detto in tutta franchezza, non con tutti quelli che conosco vorrei intrattenermi a conversare, né loro con me. Tornando alla pagina 54, in questo caso, ho sospeso la lettura perché non ero nella condizione...

Diciannovesimo giorno

"A onor del vero" mi guarda, abbassandosi gli occhiali sulla punta del naso, "la tua non è la prima città invisibile ". Lo cerco tra gli altri suoi fratelli, ma non c'è. "Hai capito" sorride, ma non è lì. Mi indica l'altra fila di ripiani, a metà circa della sua altezza. Non lo vedo. Comincio a pensare di averlo prestato a qualcuno. Ma lei insiste: "E' lì, tra i tascabili, guarda bene". "Ah, finalmente! Eccoti". Afferro il libro con la copertina bianca e un disegno quadrato, stile Einaudi anni settanta. Precisamente il 1972, l'anno della mia nascita se questo ha una qualche importanza. L'immagine è futuristica: ritrae un edificio sferico. Ma sui campi intorno ci sono degli uomini, con alcuni animali. Scopro che il disegno risale al 1785. Rimango sorpresa per il minimalismo e la geometria lineare della struttura. Si tratta de  Le città invisibili  di Italo Calvino. CRIPTOMNESIA   è in psicologia un disturbo della ...

Diciottesimo giorno

Il 19 marzo, trascrivevo l' esagramma 57  dell' I Ching. La Sentenza dice alla fine: "Propizio è vedere il Grande Uomo". Chi è, nella città invisibile  percorsa ieri, il GRANDE UOMO? L'allieva, amica e collaboratrice di Jung, Barbara Hannah, racconta sia in Vita e opere di C.G. Jung  (Rusconi, 1996), sia in Encounters with the Soul (Chiron Publications, 2001), una storiella che il suo maestro narrava spesso e che le consigliò di non dimenticare mai e di ripetere all'inizio di ogni conferenza. Dice la Hannah nella Vita : "[...] forse riuscirà difficile, per molti lettori occidentali, ammettere che la vita interiore di Jung avesse tanta importanza (e l'avesse anche per i suoi pazienti e per quanti lo circondavano), in anni in cui il mondo esterno si torceva nelle sofferenze della guerra". No, il GRANDE UOMO evocato non è Jung, ma il protagonista di quell'episodio riportatogli da Richard Wilhelm, sinologo e curatore dell' I Ching , che que...

Diciassettesimo giorno

La strada che percorrerò oggi è quella di una città invisibile , in cui le cose non sono solo ciò che sembrano. Anche un virus, così piccolo eppure così mortifero, può in una simile città diventare un simbolo, uno strumento per ampliare la coscienza e per generare novità. Partirei dalla parola, di origine latina. Virus  è il succo delle piante, il veleno. Qui alla mia sinistra ho un librone, intitolato Il libro dei simboli  (Taschen editore); il VELENO è inserito nella sezione "Mondo spirituale" e nella categoria "Malattia e morte", insieme a MALATTIA, FERITA, VOMITO, MEDICINA, ANNEGAMENTO, CROCIFISSIONE, IMPICCAGIONE, ASSASSINIO/OMICIDIO, SUICIDIO, SEPOLTURA, BARA, CREMAZIONE, MUMMIA, DECOMPOSIZIONE, SMEMBRAMENTO. Insomma, lo trovo in un quartiere della  città invisibile alquanto tetro e minaccioso. Si tratta quindi di una visita, di un confronto con un essere oscuro e subdolo. Esso è uno degli elementi che Paracelso, medico e alchimista del XV secolo, individua...

Sedicesimo giorno

E' come se una nube di caos si fosse diradata lasciando intravedere l'ossatura del nostro paese, gli snodi cruciali che possono rendere una nazione pronta a fronteggiare l'emergenza oppure, se non lo è, la possono far soccombere. Questo preciso momento, in cui tutto è fermo e siamo chiusi in casa, mentre negli ospedali si combatte come al fronte, le priorità si manifestano senza confondersi con la frenesia dell'economia, con gli spettacoli pirotecnici della politica, con la rapidità delle nostre giornate. Ho pensato a una scatola, come quelle che si usano negli uffici, in cui mettere i documenti da ricontrollare e gli appunti delle attività che si dovranno svolgere una volta terminate le urgenze. In questa scatola riporrei alcuni grandi temi da affrontare, una volta che il Covid-19 diventerà innocuo: La politica. Onestà, competenza, serietà, impegno. La sanità. Investire nella sanità pubblica: ricerca, personale, dotazioni, strutture ospedaliere. L'inquinament...

Quindicesimo giorno

Ho letto il saggio di Jung del 1936 su Wotan, in cui cerca di spiegare il nazionalsocialismo, non in termini razionali, economici o politici, ma come il risveglio di un archetipo pagano, a lungo represso dalla coscienza germanica. Il punto di vista è quello di uno studioso dell'inconscio, lo stesso inconscio da cui nascono i sogni. Non voglio e non posso parlare dell'inconscio in termini scientifici, per esempio lanciandomi nella dimostrazione della sua esistenza. Mi accosto a questo spazio appunto sconosciuto, come farebbe una donna primitiva di fronte alle immagini che di notte vede apparire nel sonno. Quella donna non si domanderebbe se sono reali o frutto di semplici impulsi elettrici o chissà cos'altro. Anzi, presterebbe molta attenzione a quel che quelle figure simili a fantasmi le suggerirebbero e ne sarebbe afferrata. Tenendo presente questo atteggiamento primitivo, Jung invita i suoi lettori a riconoscere alle soglie della seconda guerra mondiale il ritorno di an...

Quattordicesimo giorno

Il 23 marzo 2019 moriva la persona più mite che io abbia mai conosciuto e allora abbiamo piantato in giardino un alberello di ulivo. Volevo che la mattina, guardando dalla finestra della cucina, ci ricordassimo di lei, ogni giorno. Volevo però che il ricordo fosse legato a qualche cosa di vivo, destinato a crescere e a simboleggiare la forza e la saggezza. In verità non ho speso molto tempo con lei e per me è stato sempre difficile raggiungerla nel luogo in cui la sua mente viveva per gran parte della giornata. Solo di rado ci regalava la sua attenzione. Il mondo, così come le si era mostrato, non era abbastanza forte da trattenerla e da strapparla a quell'altro mondo fatto di visioni e sogni che la tenevano occupata. Penso più a lei adesso che quando era in vita, e non per tacitare la mia coscienza. Ma forse ora per comprenderla non devo scardinare nessuna porta, non devo rompere le barriere dei gesti, degli sguardi, delle parole e dei lunghi silenzi. Devo semplicemente distanzi...

Tredicesimo giorno

Viaggio domestico. Ciò che comunemente chiamiamo viaggio è in realtà un arrendersi all'inaspettato. Viaggiare significa essere sradicati per qualche tempo dalla propria terra, per raccogliere con i sensi immagini, odori, sapori, suoni nuovi, o comunque diversi. Posso viaggiare tra le mura di casa mia? Oltre al viaggiare con la fantasia, c'è anche un viaggiare tra le parole. Qualche anno fa, come oggi, mi è capitato di pensare al significato di "leggere": "Questo verbo latino mi ha sempre incuriosita. Il  legere  latino fa convivere due attività: quella del  leggere  e quella del  percorrere . Gli occhi scorrono le parole scritte esattamente come se stessero attraversando terre note o ignote. Allo stesso modo, il viaggiatore che naviga attraverso il mare, costeggia con la sua imbarcazione nuovi lidi, o si imbatte in luoghi sconosciuti. Ecco allora che leggere è un viaggio. Questa è la meravigliosa semplicità della lingua, multiforme! Dunque, cosa ho fatto da...

Dodicesimo giorno

Quali sono allora le tappe della trasformazione che va dall'attesa per trovare lo stato di equilibrio a un agire consapevole? Era questa la domanda con cui concludevo il post di ieri . Prima tappa SEI AL SECONDO POSTO SIGNIFICA: IL LETTO VA IN FRANTUMI AL BORDO. I PERSEVERANTI VENGONO ANNIENTATI. SCIAGURA . Dice il commento : "Il pericolo si avvicina già alla propria persona; e già spuntano chiari indizi. La quiete è disturbata. Mentre ci si trova in questa posizione pericolosa si è anche privi di aiuti e di consensi, sia dall'alto che dal basso. [...] Se si volesse insistere con rigidità e perseveranza nel difendere la propria posizione, ciò condurrebbe alla rovina". C'è l'equilibrio, ma anche l'isolamento, la solitudine. In questa situazione sembra però che l'ego (difendere la propria posizione) debba essere messo a tacere. Seconda tappa SEI AL TERZO POSTO SIGNIFICA: EGLI ROMPE CON LORO. NESSUNA MACCHIA . "Si è finiti dentro un catt...

Undicesimo giorno

Ricapitolando, nell' I Ching  il lancio delle tre monete per sei volte è il gesto che segna l'istante in cui la realtà fenomenica si incontra con la realtà psicologica. L'esagramma, formato da un trigramma inferiore e da uno superiore è il "segno" di quell'incontro, il responso. Quest'ultimo può essere fisso, come un'istantanea, o fluido come una sequenza d'immagini. A determinare quella o questa natura è l'assenza o la presenza di linee mobili, ovvero di linee che da continue si spezzano o viceversa. Come si vede, nel responso si mette in scena il gioco degli opposti, in cui il passaggio dall'uno all'altro stato non è repentino ma armonioso. Come dire che la condizione fenomenica/psicologica iniziale, in presenza di linee mobili, si evolve in un nuovo stato. Se esagramma 23 non avesse avuto linee mobili, esso avrebbe rappresentato una situazione fissa non suscettibile di modificazioni, per la quale sarebbe esistito il rischio che il...

Decimo giorno

Esagramma 57 : IL MITE (IL PENETRANTE, IL VENTO) La sentenza IL MITE. MEDIANTE PICCOLE COSA RIUSCITA. PROPIZIO E' AVERE DOVE RECARSI. PROPIZIO E' VEDERE IL GRANDE UOMO. L'immagine VENTI CHE SI SUSSEGUONO: L'IMMAGINE DEL MITE CHE PENETRA. COSI' IL NOBILE DIFFONDE I SUOI ORDINI E CURA I SUOI AFFARI. E' sempre Wilhelm a commentare: "L'oscuro che di per sé è rigido e immobile, viene dissolto dal penetrante principio chiaro, al quale si sottomette in mitezza. Nella natura è il vento a disperdere le nubi accumulate e a creare serena chiarezza nel cielo. Nella vita umana è la penetrante chiarezza del giudizio ad annientare ogni recondito pensiero oscuro. [...] Il penetrare genera effetti graduali e poco appariscenti. [...] Una piccola forza può raggiungere qualche risultato soltanto sottomettendosi a un uomo ragguardevole che abbia la capacità di creare ordine. [...] La capacità di penetrazione del vento dipende dalla sua lena incessante [...]. Come st...

Nono giorno

Ancora l 'I Ching e ancora il responso successivo al lancio delle monete del 15 marzo, Sesto giorno di questa semi quarantena. Non avevo posto una domanda specifica. Scrivevo: " Non lancerò le monete per scopi divinatori. I gesti che compirò romperanno l'insistenza del pensiero incagliato nella situazione attuale, che il mondo sta vivendo. Essi rappresenteranno la condizione psicologica presente correlata agli eventi contingenti ". Le monete hanno dato gli esagrammi 23 e 57. Questa sera mi occuperò del commento di Wilhelm a proposito dell'esagramma 23: LA FRANTUMAZIONE La sentenza LA FRANTUMAZIONE. NON E' PROPIZIO ANDARE IN NESSUN LUOGO L'immagine IL MONTE POGGIA SULLA TERRA: L'IMMAGINE DELLA FRANTUMAZIONE. COSI' I SUPERIORI POSSONO ASSICURARE LA LORO POSIZIONE SOLO CON RICCHE ELARGIZIONI AGLI INFERIORI Scrive il sinologo: "E' un tempo nel quale gli ignobili stanno avanzando [...]. Poiché ciò è inerente al corso del tempo, in ...

Ottavo giorno

Per dei normali cittadini, per me che conduco una vita anonima rispetto ai potenti della terra non è possibile sopportare, senza cadere nello sconforto o al contrario senza trasformarmi in un manichino di plastica, tutte le notizie che si rovesciano sul tetto di casa come una tempesta. E' troppo ghiotto per l'informazione il consenso del popolo, dai giornali passando per i Tg della "grande distribuzione" fino ad arrivare ai canali su YouTube e a toccare i cronisti "fai da te". La questione è interessante, perché il vero scopo non sono neppure i soldi, ma la gloria. Funziona così. Viene pubblicato un articolo su un giornale più o meno indipendente, diciamo un giornale tendenzialmente fuori dal coro. L'articolo si basa su un certo fatto, per esempio l'uso di piccioni viaggiatori al tempo della pandemia, che "tutti possono verificare online" dice lo stesso autore (come se lo strumento filologico per analizzare l'attendibilità di una fonte...

Settimo giorno. La città deserta si accende di cori

Momenti di condivisione tra i palazzi di periferia Oggi voglio ricordare una qualità degli italiani, la creatività. Sono rimasta a guardare incantata e divertita i video e le immagini che rimbalzano da un cellulare all'altro con allegria, in questi giorni. Le riprese di alti palazzi di periferia in cui pochi metri quadrati ospitano intere famiglie, e il suono di cori che parlano di Roma e dell'Italia accendono di vita la città deserta . Mi viene un nodo in gola, e voglio ricordarmelo questo nodo nella sua semplicità, perché forse è quello che tiene uniti tutti noi.

Sesto giorno. Consultare l'I Ching per spezzare l'incantesimo della paura

La pandemia. Antichi maestri dialogano con la mentalità occidentale Paura e I Ching  alla mia scrivania. Una strana conversazione Sottotitolo: Come spezzare l' incantesimo della paura... con un altro incantesimo . "Vieni" dico alla mia amica, la Paura . Lei si avvicina alla scrivania, di fronte a me, in attesa. Le mostro la scatoletta di metallo delle caramelle Mentos, alla fragola. La agito e si sente il rumore di qualcosa al suo interno che sbatte confusamente contro le pareti. La apro e rovescio il contenuto sulla scrivania. Tre monete si dispongono a caso. La Paura è curiosa di sapere quale bizzarria io stia per compiere. "Vedi queste tre monete?" le dico. "Sono le monete per consultare l' I Ching ". Mormorii e disappunto ovunque nella mia testa. Figuriamoci, era da prevederlo. Commento di Carl Gustav Jung all' I Ching tradotto da Richard Wilhelm Chiamo in aiuto  Jung . Apro il suo commento all' I Ching tradotto da Richard Wilhelm...

Quinto giorno. Fuggire tra le mura domestiche con Boccaccio

Dalla pandemia del Decameron a quella moderna seguendo il filo del racconto Una ragnatela di notizie che soffoca La tecnologia - guai se non ci fosse proprio ora che siamo isolati in casa! - è una via di fuga. Ma in questi giorni è impossibile non rimanere impigliati nella ragnatela di notizie , commenti e messaggi che rimbalzano nell'etere e tessono una fitta trama. A volte manca il respiro . Come se l'aria, più leggera per le strade senza traffico, fosse appesantita da una coltre di narrazioni. Spegnere tutto. Sì, ma così ti estranei ancora di più. Fuggire. Sì, ma dove? Fuga sulla libreria: Boccaccio e la "cornice" del Decameron Boccaccio. Oggi mi è venuto in mente Boccaccio e il suo Decameron . Scorro con lo sguardo lungo gli scaffali della libreria ed eccolo lì, tra le edizioni Garzanti. Afferro il primo dei due volumi e rileggo il Proemio e l'Introduzione, sdraiata nel letto e con le lancette dell'orologio che hanno rallentato la loro corsa, di solito ...

Quarto giorno. Nel giardino degli altri vedo fiorire un mandorlo

Immagine
mandorlo in fiore fotografato oggi 13 marzo 2020 in piena pandemia

Terzo giorno. Un viaggio per immagini all'epoca del lockdown

L'immaginazione abbatte i muri e i confinamenti  Un viaggio tra le mura domestiche Quale diario è quello che racconta un viaggio all'interno delle mura domestiche? Eppure Emily Dickinson pur trascorrendo gran parte della sua vita in casa, da autoreclusa, scrisse poesie così ariose che si potrebbero confondere con quelle di un'esploratrice del mondo. Ma in fondo lo era, perché la sua immaginazione travalicava le pareti tra cui forse si nascondeva. Oltre il lockdown con l'immaginazione Ecco come la l' immaginazione  può farci uscire di casa, passeggiare tra la gente, assaporare la primavera, andare al cinema e al teatro, volare in paesi esotici, in luoghi incontaminati o in affollate metropoli, respirare l'aria limpida e fresca a pieni polmoni e anche, perché no, starnutire e tossire in tutta libertà. Dove nascono le immagini? Immaginare è spostare l'attenzione da ciò che ho intorno, dai suoni che mi invadono, dagli eventi che si susseguono senza tregua, da...

Secondo giorno. I morti cambiano le nostre vite

Il tempo sospeso della pandemia nella vita reale: quale senso? La pandemia e i suoi numeri Questa sera fatico a iniziare il post sul secondo giorno in semi quarantena per la pandemia da COVID-19 . E' ufficiale infatti, l'OMS ha dichiarato che siamo saliti al livello pandemico. Alle 16.00 di questo pomeriggio i contagi registrati erano 118.381 in 114 paesi. Facciamo cordoglio per 4.292 morti . Il Presidente Conte ha appena annunciato ulteriori misure restrittive. Insomma, c'è molto tempo per riflettere ...  Economia reale al tempo del Covid-19 Capiremo sulla nostra pelle in cosa consiste per esempio l' economia reale , quella mossa dal cittadino che tutte le mattine coraggiosamente va a lavoro, apre il suo negozio, il suo laboratorio, il suo studio, contribuisce alla produzione di beni e servizi. L'economia (il greco  oikos , casa e  nemo,  amministrare) nel suo significato più antico consisteva nell'amministrare la casa, la famiglia, la particella più semplice...

Primo giorno. Diario di viaggio durante il lockdown

La pandemia, il lockdown e un nuovo punto di vista nella quotidianità  Diario di viaggio durante il lockdown "E se usassi queste ore casalinghe come un'occasione? Sì, l'occasione di un viaggio tra emozioni, notizie, scoperte. E se giorno per giorno trascrivessi questo diario di viaggio ?" Così ho pensato alle 4.50 di questa mattina, quando mi sono alzata con l'angoscia per il futuro incerto, e sono andata alla finestra da cui una splendida luna mi raccontava il senso di impotenza che sta avvolgendo il nostro pianeta. Erano anni che l'umanità tutta non sperimentava l'esperienza totale della condivisione. Peccato che ci tocca condividere un virus , come un animale microscopico piombatoci addosso dalla preistoria per sconvolgere le nostre calde e ricche certezze.  Paura nel primo giorno di quarantena "Chi sei? che vuoi? Dai, mettiti qui e parlami della tua natura" le chiedo. Ha le forme di una donna coperta da un mantello il cui volto non ha occhi...